ANTONIO CALCAGNADORO

museo rieti, pittore rietino, sartorio fregene

- Siete interessati alla vendita di un dipinto ad olio o un acquarello di Antonio Calcagnadoro?

- Volete un realizzo immediato senza aspettare i tempi delle vendite all’Asta?

- Avete semplicemente bisogno di una stima delle vostre opere aggiornata agli attuali valori di mercato?


Contattatemi al:


3286628916
(anche foto via whats’up)

e/o inviate una email a:

acquistodipinto@gmail.com

o utilizzate il modulo contatti del sito qui


TORNA ALL’ELENCO DEGLI ARTISTI



BIOGRAFIA

Apprende giovanissimo il mestiere dal padre Cesare, poi studia con lo zio Domenico Calcagnadoro e col pittore G. Casa. Successivamente si iscrive a Roma all'Accademia di Belle Arti. Inizia ad esporre e viene premiato con la medaglia d'argento a Bergamo (1898) ed a Perugia (1899). Ottiene la medaglia d'oro a Firenze (1904). Nella sua città gli vengono commissionate le decorazioni della casa parrocchiale della chiesa di San Rufo e della cappella del Crocifisso nel Duomo. Sempre a Rieti, dipinge in stile liberty alcune sale di Palazzo Sanizi, l'Aula Consiliare del Municipio, la Casa Di Nicola, il caffè Paolo Campanelli (distrutto), la Casa Naglieri già ciancarelli, il foyer del Teatro Flavio Vespasiano. In questo teatro, nel 1910, ultima il grande sipario ispirato all'episodio di storia romana della resa di Gerusalemme. Per la rivista torinese "Per l'Arte" disegna le copertine del 1914e alcuni motivi decorativi; lo stesso periodico pubblica, inoltre, alcune sue recenti realizzazioni tra cui glui otto bozzetti per le lunette a mosaico del Vittoriano per i quali, pur non vincendo, riceve un riconoscimento speciale da parte della giuria. Insegna nella Scuola delle Arti Ornamentali e nell'Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale esegue le sue ultime tele (Le madri, La morte del pastore) e opere decorative (Ministero dell'Istruzione e della Marina). Figlio di un pittore decorativo, Cesare Calcagnadoro, e di Anna Maria Colantoni, nipote di Don Domenico Calcagnadoro, insegnante di italiano e latino in seminario, poeta e letterato, pittore dilettante e suo primo mecenate. Finite le elementari affiancò il padre nel mestiere, mentre prendeva lezioni private da pittore Giuseppe Ferrarini. Fu assunto dal pittore Giuseppe Casa nel 1890 per le sue doti, trasferendosi a Padova ancora quattordicenne. A sedici anni il giovane artista beneficia della pensione del Collegio Sabino di Rieti, con l'obbligo di studiare a Roma, dove frequenterà l'istituto di belle arti tra il 1894 ed il 1898. Nel 1918 vinse il concorso come insegnante della famosa Scuola Preparatoria alle Arti Ornamentali del Comune di Roma dove dal 1921 terrà la cattedra di disegno pittorico, in via San Giacomo. L'attività didattica lo vide impegnato dal 1919 al 1925. Tra i suoi allievi dei corsi serali, Alberto Ziveri e Mario Mafai.