BEPPE CIARDI

guglielmo, emma, ottocento veneto
guglielmo, emma, ottocento veneto

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BIOGRAFIA

Figlio del pittore Guglielmo e Linda Locatelli, nacque a Venezia il 18 marzo 1875. Naturalmente incline alla pittura, ebbe tuttavia il primo vero maestro nel padre, col quale cominciò a lavorare ancora fanciullo nello studio di San Barnaba. Compiuti gli studi classici, presso la facoltà di scienze naturali dell'università di Padova, preferì sin dal 1896 frequentare l'Accademia veneziana di belle arti, studiando figura con Ettore Tito.
Appena diciannovenne esordì con successo esponendo al Castello Sforzesco di Milano sessanta studi dal vero; nel 1899 espose a Venezia il trittico Terra in fiore, che obbediva al gusto artificioso ed essenzialmente decorativo dello stile floreale. A questa seguirono altre opere in cui sono evidenti le suggestioni dei maestri nordici, come ‘L’anima delle cose’ o le immaginazioni sentimentali degli undici quadri della serie dei ‘Silenzi notturni e crepuscolari’ con cui si presentò insieme, con il padre e con la sorella, nel 1906 all'esposizione voluta dalla.città di Milano per festeggiare l'apertura del valico del Sempione. Ma è nella contemplazione della campagna e nel ritrarne gli aspetti più reali che il C. trova la sua autentica ispirazione. Dipingeva gai vero angoli della campagna trevigiana con una pennellata densa, costruttiva e, nelle opere migliori (Vacche all'abbeveratoio, 1905, Venezia, Galleria d'arte moderna; La vacca bianca, Roma, Gall. naz. d'arte mod.), ricca di vibrazioni. Si cimentò nella raffigurazione di vedute di mare e di città lagunari. La lunga amicizia con Vittore Grubicy lo avvicinò all'opera segantiniana e lo spinse ad accogliere ahného in parte i suggerimenti della tecnica divisionista e le suggestioni di quel luminismo. Nel 1912 una intera sala della Biennale veneziana fu dedicata a quarantacinque tele che documentavano le varie fasi della sua pittura; nel 1913 all'esposizione di Monaco di Baviera ebbe la medaglia d'oro. Durante la prima guerra mondiale fu per breve tempo soldato. Trascorse la vita con la famiglia nelle case di Venezia, di Canove d'Asiago e di Quinto di Treviso, alternando afl'attività di pittore quella di agricoltore. Si occupò delle Biennali, alle quali figurò ininterrottamente; ordinò le opere del padre in una sala della Gall. d'arte moderna di Venezia. Morì improvvisamente a Quinto di Treviso il 14 giugno 1932.