DANTE COMELLI

divisionisti, giovanni segantini, carlo fornara

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BIOGRAFIA

Giunto in Valle Vigezzo come vincitore di concorso per il postosi professore della Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini di Santa Maria Maggiore, Dante Comelli nativo di Bologna nel 1880, sostituì nell’anno 1910 il maestro Roberto Sella, tornato in Romagna, terra di cui era originario. Interessante, nel primo decennio del Novecento, appare il legame tra la cultura pittorica emiliano-romagnola e gli sviluppi culturali della Valle Vigezzo, nella cui accademia poterono insegnare consecutivamente due maestri in apparenza lontani dagli esiti conclamati dei successi divisionisti di Carlo Fornara, in ambito internazionale ormai riconosciuto epigono di Giovanni Segantini. Soltanto apparentemente lontani,dicevamo, dalla militanza e dalla pratica divisionista, ma capaci, come nel caso del Comelli, arricchito da precisi contatti in area milanese, di rigenerarne il tessuto e l’intimo messaggio, che non doveva essere consegnato a dover essere consegnato ad una stucchevole maniera di Segantini, anzi , andava ripreso e informato ad una poetica elevata anche se volutamente priva di quel serioso profilo epico dai riflessi simbolistici in cui si leggeva uno dei caratteri salienti della pittura del maestro di Arco. Una terza via insomma, che tenesse conto di Segantini e di Fornara, dei tanti divisionisti eccellenti, di Cesare Maggi e del suo alto esempio, ma che lasciasse spazio all’emozione immediata, tradotta in formule di corposi cromatica e gestuale, poste in sapiente contrappunto con i filamenti, le impunturine dei tratti divisi e dei toni puri. Riassumono queste caratteristiche le rare opere divisioniste del Comelli che esalta il valore cromatico attraverso la maestria nella costruzione dello spazio che concorre a definire la luminosità del paesaggio, colto oggettivamente, eppur quasi trasfigurato, in una sempre sensibile e sottile aderenza al dato reale di visione. Muore nel 1958