SEXTO CANEGALLO


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BIOGRAFIA

Nato il 2 febbraio 1892 a Sestri Ponente (Genova), vivente. Ebbe i primi insegnamenti dagli ultimi maestri della tradizione ottocentesca, frequentando sia lo studio del voltrese Lazzaro Luxardo, dibattuto fra le vecchie tendenze ed il divisionismo, nonché la scuola del nudo e del disegno da statue, sotto la guida di Tullio Quinzio all'Accademia Lingustica di Belle Arti. Frequentò, inoltre, i corsi diretti da Lorenzo Massa, verista, e da Alfredo), dalla nota scuola verista del paesaggio. Sappiamo che il Canegallo dipinse a Milano nel 1914 ed in questa città potrebbe aver subito, sia direttamente che indirettamente, il fascino morboso di quel terribile disegnatore, atrocemente satirico e cerebrale, che fu il lombardo Romolo Romani A Roma il successo gli arrise e la mostra venne subito ripetuta nel ridotto del Teatro Carlo Felice
a Genova. Ormai noto in Italia, Sexto Canegallo tenta la grande avventura e nel 1925 si presenta alla galleria "La Boetie" di Parigi con sessanta opere. A quest'ultima rassegna presenta, fra l'altro, tre notevoli e impegnativi lavori: "Le Passioni" raffiguranti le pene dell'anima dominata dagli impulsi della forza brutta (in basso), dagli appetiti sessuali (al centro), dalle tendenze dei sensi (in alto); "I Desideri", rappresentanti la serenità dell'anima tesa verso gli affetti naturali (in basso), verso le simpatie (al centro), verso gli affetti disinteressati (in alto); "Le Aspirazioni", ovvero l'ascensione dell'anima impregnata d'idealità eroica (ai lati), d'idealità religiosa (al centro, verso sinistra), d'idealità estetica (al centro, verso destra). Ed anche a Parigi il complesso delle opere di elevata modernità di Canegallo conquista la critica ed il pubblico. In ultima analisi -conclude il suo biografo Rocchiero- si direbbe che il fuoco creativo abbia, in un certo qual modo, abbandonato il cuore e l'animo di Sexto Canegallo per concentrarsi, pulsante e turbinoso, nelle circonvoluzioni cerebrali per esternare una doviziosa sensibilità fantastica e simbolica nei campi più diversi e opposti: dalla "Energia sociale" allo "Specchio d'acqua"; dal "Rivoluzionario" allo "Asceta"; dalla "Mistica" alla "Ferocia"; dal "Pinin" alla "Grue"; dal "Diamante nero" alla "Fiamma ossidrica"; dai "Sofferenti" alla "Gioia"; dal formidabile ciclo della vita dei "Titani" (che, nel "Risveglio", distendono paurosamente le membra, gonfiando i muscoli, nei "Pionieri", fra un vorticare frenetico di braccia, simili a poderosi tentacoli, conquistano la montagna, nello "Ordine", oppongono agli eventi una incrollabile e formidabile muraglia di carni e di tendini, nel "Turbine", colpiti da una ira suprema periscono apocalitticamente nel vortice mortale) al ciclo sereno ed intimo della giornata dei bambini: "L'alba", che attira i piccoli esseri verso la luce; "Il mattino", con i giochi nell'acqua limpida; "Il pomeriggio" con il trionfo dei frutti, meritato premio alla golosità infantile; "La sera", con la danza del ritorno, simile ad un trionfo di putti e cherubini; "La notte", con il tranquillo riposo, vegliato da un essere superiore; "Il sogno", che riassume, nella carezza delle morbide nuvole, tutti i fatti della lunga giornata.