LUIGI DA RIOS

ottocento veneto, favretto, milesi, ciardi, da rios, rotta
ottocento veneto, favretto, milesi, ciardi, da rios, rotta

ottocento veneto, favretto, milesi, ciardi, da rios, rotta
ottocento veneto, favretto, milesi, ciardi, da rios, rotta

- Siete interessati alla vendita di un dipinto ad olio o un acquarello di Luigi Da Rios?

- Volete un realizzo immediato senza aspettare i tempi delle vendite all’Asta?

- Avete semplicemente bisogno di una stima delle vostre opere aggiornata agli attuali valori di mercato?


Contattatemi al:


3286628916
(anche foto via whats’up)

e/o inviate una email a:

acquistodipinto@gmail.com

o utilizzate il modulo contatti del sito qui


TORNA ALL’ELENCO DEGLI ARTISTI



BIOGRAFIA

Luigi Da Rios nasce a Ceneda, ora Vittorio Veneto, il 6 febbraio 1843. Un artista poliedrico, un arguto osservatore del genere umano e un abile frescante teso a innervare la sua pittura di elementi di modernità; un ritrattista acuto nella resa psicologica e nelle innovative soluzioni luministiche e una personalità, per certi versi, ancora ambigua di cui stupiscono, per esempio, i legami e le committenze di rilevo fin da giovanissimo, nonostante le umili origini. Giovanissimo lavora come apprendista nel laboratorio di un falegname, ma il desiderio di seguire il suo talento artistico lo porta a iscriversi nel 1858 all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove ottiene ben quattordici premi. Ottenuto il diploma nel 1864, Luigi Da Rios riceve, poco più che ventenne, la sua prima commissione: l’affresco del salone centrale di un’importante villa di Chirignago, Villa Bisacco. Qui esegue grandi scene di gusto settecentesco mutuate da Giandomenico Tiepolo e i ritratti dei committenti. Nel 1866, dopo essere fuggito da Venezia per evitare la coscrizione austriaca, riceve un altro prestigioso incarico come frescante. Viene infatti chiamato a decorare la Villa sul lago di Como della nobile famiglia Visconti di Modrone dove, oltre agli affreschi, esegue alcuni ritratti dei committenti di cui purtroppo non è rimasta traccia. Trasferitosi definitivamente a Venezia nel 1867, inizia una lunga collaborazione con la Società Veneta Promotrice di Belle Arti che durerà fino al 1881. Sono anni importanti per la sua maturazione artistica sulla quale influirà anche il matrimonio, nel 1876, con Luigia Querena e dunque il suo ingresso in una grande famiglia d’artisti della quale facevano parte oltre a Luigi Querena, padre della sposa e ottimo vedutista veneziano, anche Antonio Rotta, che aveva sposato Angelina Querena, zia di Luigia. Un intreccio di parentele che non poteva non incidere sulla prima produzione artistica del Da Rios, che abbraccia infatti la pittura di genere sviluppata a Venezia, dagli anni Quaranta in poi, grazie soprattutto alle opere di Rotta. Altra commissione significativa gli viene affidata, sempre nel 1876, dalla famiglia Buzzati che lo chiama a decorare il granaio della splendida villa situata a S. Pellegrino, in provincia di Belluno.
Un edificio di scarso valore artistico ma molto suggestivo e caro allo scrittore Dino Buzzati. Su interessamento della famiglia Bisacco, che lo aveva richiamato a Chirignago per eseguire il ritratto di Paolo Bisacco, Da Rios viene inoltre incaricato di affrescare l’intera arcipretale dedicata al Santissimo Cuore di Gesù e a S. Giorgio Martire. La vera svolta della sua produzione artistica si attua, tuttavia, a partire dagli anni Ottanta, quando, a stretto contatto con artisti quali Favretto, Ciardi e Nono, aderisce alla “scuola del vero”. Una pittura moderna, rinnovata sia stilisticamente sia tematicamente, che era stata annunciata nel ’72 dall’opera “Donne al pozzo” con la quale aveva vinto il primo premio all’Esposizione Agricolo Industriale e di Belle Arti di Treviso ma che raggiunge la massima espressione con “Tentazioni nella casa di Dio”, in mostra all’Esposizione Nazionale di Milano nel 1881, “In chiesa” del 1883 e “Le curiose” del 1886. Centrale nella produzione artistica di Da Rios anche l’attività ritrattistica che spazia dai ritratti giovanili ai ritratti d’apparato del Re Vittorio Emanuele II e del Re Umberto I; dal ritratto romantico di analisi psicologica a quello d’intimità familiare di matrice favrettiana. Contemporaneamente alla ritrattistica e alle scene di genere, negli ultimi anni della sua vita, Da Rios viene chiamato a realizzare “La Via Crucis” per la chiesa di S. Lucia di Piave. Le quattordici stazioni, realizzate su modello della Via Crucis dipinta da Giandomenico Tiepolo per la Chiesa di San Polo a Venezia, vengono portate a termine da Luigi da Rios nel 1889, in un momento molto difficile della sua vita quando, gravemente ammalato, sente la morte vicina e ci regala il suo testamento spirituale. Luigi da Rios muore a Venezia il 23 gennaio 1892.