EDOARDO MATANIA

pittura napoletana, scuola di resina, ottocento napoletano

- Siete interessati alla vendita di un dipinto ad olio o un acquarello di Edoardo Matania?

- Volete un realizzo immediato senza aspettare i tempi delle vendite all’Asta?

- Avete semplicemente bisogno di una stima delle vostre opere aggiornata agli attuali valori di mercato?


Contattatemi al:


3286628916
(anche foto via whats’up)

e/o inviate una email a:

acquistodipinto@gmail.com

o utilizzate il modulo contatti del sito qui


TORNA ALL’ELENCO DEGLI ARTISTI


BIOGRAFIA

Edoardo Matania nasce a Napoli il 1847 , nel 1862 venne ammesso a frequentare l’Istituto di belle arti nella prima classe delle scuole elementari del disegno e figura dove l’anno successivo riceve il terzo premio di 16 lire per la riproduzione in disegno della figura di Adone tratta da una stampa. A soli diciannove anni partecipa alla IV Esposizione della Promotrice napoletana del 1866 con un dipinto a olio dal titolo Una scena d’autunno (ubicazione sconosciuta). Continua ad esporre saltuariamente negli anni successivi alla Promotrice napoletana ed anche ad una esposizione nazionale, quella di Roma del 1893, con il dipinto Marina, che potrebbe essere lo stesso esposto nelle Promotrici napoletane del 1890 e del 1892. Fu pittore ed illustratore allo stesso tempo, scelta quasi obbligata sin dalla giovinezza a causa delle sue non favorevoli condizioni economiche. Egli produsse una serie di tele e di acquerelli in cui la scelta iconografica si muove alternativamente tra scene di interni e paesaggi marini con figure, tratti prevalentemente dalla tradizione popolare napoletana declinata nelle diverse varianti. Per questo verso essi sembrano assecondare il gusto del tempo; e tuttavia rivelano nel sobrio ed elegante naturalismo di matrice veristica una vicinanza alla Scuola di Resina, in particolar modo a Giuseppe De Nittis.
Si passa da soggetti a sfondo moralistico, come La banca è chiusa, a soggetti romantici, come Momenti rubati; da scene d’intimità familiare, come La giovane famiglia, a scene marinaresche, sicuramente tratte dal vero, come Pescatori. La fama del M. è legata soprattutto alla sua attività di disegnatore per le illustrazioni di riviste e libri; dopo varie collaborazioni a giornali e romanzi di editori di Napoli e Roma, a partire dal 1876 iniziò il lungo sodalizio con i Fratelli Treves che lo apprezzarono per la giustezza e la finitezza del tratto disegnativo, sempre connotato da una raffinata eleganza.
Trasferitosi a Milano per l’occasione, iniziò con la casa editrice milanese una collaborazione assidua all’Illustrazione italiana, per la cui varietà di scelta fu in gara con Raffaele Armenise, passando agilmente dal trattare costumi pittoreschi della bassa Napoli ai disegni degli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano, a reportages di sposalizi, banchetti, funerali, guerre e balli. Contestualmente, tra il 1870 e la fine degli anni Novanta, il M. prestò la sua opera anche presso altre case editrici, come, per esempio, la Sonzogno, che pubblicò nel 1895 La Gerusalemme liberata, illustrata interamente da lui. Per la realizzazione delle composizioni il M. traeva la sua ispirazione da un amplissimo e variegato archivio di immagini che si era costruito negli anni attraverso la paziente raccolta di materiale, lavoro nel quale molto lo aiutarono la moglie Clelia Della Valle e il cognato Alberto. Oltre a Fortunino, Edoardo ebbe altri cinque figli: Francesco (1884-1957), anch’egli dedito all’illustrazione e alla musica, Maria, Evelina, Anna ed Erminia. Agli inizi del Novecento, assalito da un’invincibile nostalgia, lasciò Milano per tornare a Napoli, dove si stabilì verso il 1903 in corso Vittorio Emanuele e dal 1908 al 1913 a villa Haas in via Cimarosa, pur continuando a lavorare per le pubblicazioni milanesi in qualità di corrispondente artistico. A Napoli, dove non aveva mai interrotto i contatti con l’ambiente artistico e intellettuale, aveva ricevuto il 16 dic. 1889 la nomina a professore onorario del Real Istituto di belle arti ed era stato invitato a far parte del comitato della Società promotrice napoletana Salvator Rosa; nel 1890 fu chiamato, insieme con Giuseppe De Sanctis, Vincenzo Caprile, Vincenzo Volpe, Vincenzo Irolli, Giuseppe Migliaro e altri, a realizzare gli affreschi delle sale del caffè Gambrinus (oggi distrutti), divenuto luogo d’incontro della élite partenopea. Allo scoppio della prima guerra mondiale l’artista andò a vivere temporaneamente a Londra, dove si era trasferito Fortunino, cui si affiancò nel far fronte alle numerose committenze di riviste internazionali, tra le quali The Sphere e The Graphic di Londra. Rientrato a Napoli dopo la fine del conflitto, il Matania vi morì il 17 dic. 1929.