MARIO MIRABELLA

ottocento siciliano, lojacono, catti, de maria bergler, sciuti
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BIOGRAFIA

Mario Mirabella nasce a Palermo il 3 apr. 1870, allievo di Francesco Lojacono e suo più fedele seguace e imitatore, dopo gli studi all’Accademia di belle arti nel capoluogo siciliano esordisce nel 1893 con un’opera dal titolo Golfo di Napoli, oggi conservata presso il palazzo dei Normanni di Palermo.

Con questo dipinto vince il secondo premio alla IV Esposizione della Società promotrice di belle arti di Palermo. Alla V Esposizione del 1896 espone molte più opere ed ottiene una critica ancora più favorevole.
Negli anni successivi la presenza del M. è documentata anche nelle più prestigiose occasioni: l’Esposizione artistica di Firenze del 1897, cui partecipa con il dipinto Olivi nella conca d’oro, ed Esposizione nazionale di belle arti di Torino del 1898, in cui espone la tela Alla fonte. Il M. partecipa con alcune opere anche alla VI Esposizione della Società promotrice di belle arti allestita nel 1899 nella Rotonda del teatro Massimo (La Scola) e all’edizione successiva, nel 1900, nell’atrio di palazzo Villarosa, all’interno di un padiglione realizzato su progetto di Ernesto Basile.
Nel 1897, frattanto, si sposa con Carmela Sarnella, di origine napoletana, da cui ha sette figli, fra cui il pittore Sabatino. Nel 1898, dopo un soggiorno a Taormina in compagnia del maestro Lojacono, il Mirabella decide di trasferirvisi stabilmente. Qui rimane fino al 1910 ricoprendo anche la carica di sindaco. A questi anni risalgono gli studi di vedute dedicati ai vicoli di Taormina e i più ampi paesaggi con il teatro antico e l’Etna sullo sfondo .
Nel 1915 partecipa alla mostra del Ventaglio patriottico, promossa e allestita dal Giornale di Sicilia nei locali della sua sede palermitana al fine di raccogliere fondi per la causa bellica dopo l’entrata in guerra dell’Italia.
Dei sempre più assidui soggiorni a Erice, dove è solito trascorrere metà dell’anno, dal 1915 rimane testimonianza nei molti dipinti dedicati alla campagna trapanese.
Allo stesso modo l’interesse per l’archeologia e il paesaggio con rovine è attestato nei nove dipinti presenti nella donazione Giuseppe Sinatra al Comune di Agrigento, realizzati probabilmente a partire da alcune fotografie fornite al Mirabella dal committente-collezionista.
Negi anni venti espone più volte a Palermo; alcune sue opere vengono acquistate dalla Civica Galleria d’ arte Moderna di Palermo; altre ancora sono conservate presso le collezioni della Muore a Palermo il 26 apr. 1931.