CESARE TALLONE

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BIOGRAFIA

Cesare Tallone nasce a Savona l’ 11 agosto 1853, unico figlio maschio con tre sorelle. Segue il padre Pietro, ufficiale dell’ esercito piemontese, che viene trasferito a Parma nel 1860. In seguito alla morte precoce di questi nel 1863 si trasferisce con la madre e le sorelle ad Alessandria.
Si avvia ancora dodicenne alle arti figurative lavorando nella bottega di Pietro Sassi, pittore locale; il suo talento è presto riconosciuto e dalla Municipalità di Alessandria viene aiutato a seguire dei corsi regolari: si iscrive quindi all'Accademia di Brera nel novembre 1872. Allievo di Giuseppe Bertini, ha compagni di studio Previati, Spartaco Vela, Gola, Segantini. Nel 1873 entra a far parte della "Famiglia artistica", un sodalizio animato da Vespasiano Bignami, in cui si ritrovano esponenti della scapigliatura e delle altre correnti d'arte del tempo come Cremona, Ranzoni, Giuseppe Grandi, Giovanni Segantini, Eugenio Gignous, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Gaetano Previati, e molti altri.
Esordisce nel 1877 all'Esposizione annuale di Brera; cominciaro per lui i primi riconoscimenti della critica.
Nel 1880 viene a Roma dove incontra Gemito, Mancini e Michetti e dove lavora intensamente. E’ presente all'Esposizione di Roma del 1883 con successo e l'anno successivo all'esposizione di Torino. Nel 1884 vince il concorso per la cattedra di Pittura all'Accademia Carrara di Bergamo, che detiene fino al 1898, quando passa a Milano, all'Accademia di Brera, dove insegna dal 1899 fino alla morte. Nel 1885 vince il concorso per la cattedra di pittura dell'Accademia Carrara.
Il 18 aprile 1888 sposa Eleonora Tango, da cui ha nove figli. L'ambito nel quale Cesare Tallone esprime il meglio di sé è il ritratto. I suoi ritratti sono assai richiesti, anche dalla famiglia reale: esegue infatti vari ritratti del re Umberto e della regina Margherita. Anche Giuseppe Pellizza da Volpedo si iscrive ai suoi corsi alla Carrara. Nel 1898 partecipa all'Esposizione generale italiana di Torino. Nel 1899 torna a Milano per insegnare a Brera dove ha tra i suoi allievi Bonzagni, Carrà, Funi, Sant'Elia, Boccioni, Carpi, Dudreville, Tosi, Bucci, Alciati, Palanti. Con l'approssimarsi della prima guerra mondiale la salute comincia a mancargli, e le precarie condizioni fisiche si assommarono al dolore per la partenza per il fronte dei quattro suoi figli maschi e di tanti suoi allievi dell'Accademia. Continua ancora a lavorare con buoni risultati, ma si aggrava alla fine di marzo 1919 ed è costretto a lasciare l'insegnamento. Muore all'ospedale Fatebenefratelli nel giugno dello stesso anno.