Clemente Tafuri

pittore salerno, genova, camogli, pittori di costiera
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BIOGRAFIA

Clemente Tafuri nacque a Salerno nel 1903 e morì a Genova l’11 dicembre 1971. Frequentò l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dimostrando sin dall’inizio una predisposizione innata per la pittura vivace, nutrita di colore e di calore. Dopo il 1924 ottenne dal Ministero di dipingere figure allegoriche, nel frattempo allestì varie personali che gli procurarono notorietà al punto che l’Accademia d’Italia gli assegnò il Premio della Pittura e gli venne addirittura commissionato il ritratto del principe di Savoia. Accostatosi alla pittura, coltivò il ritratto ed il paesaggio, ma soprattutto si dedicò ad una popolaresca declinazione del quadro di figura gravitante attorno alla vivace rappresentazione di popolane, pastorelle, monelli, barcaioli, pescatori, pescivendoli e zingare: soggetti trattati a lungo attraverso le accese cromie ed i forti impasti della tradizione ottocentesca napoletana. Protagonista di un’esistenza irrequieta, soggiornò a Fiume, Roma, Milano, Ravello durante la seconda guerra mondiale, prima di stabilirsi a Genova, e preferì proporsi al pubblico attraverso esposizioni personali allestite in Italia e all’estero, come Parigi, Marsiglia e Losanna. Nei primi anni ’40 tentò composizioni di maggiore respiro, rivolgendosi alle prime conseguenze della guerra, mentre dalla fine del conflitto scelse soggetti più sereni, accompagnati da un deciso schiarimento delle tinte. Chiamato ad illustrare alcune pagine della “Domenica del Corriere”, nel 1950 realizzò 3 quadri storici per la sala consiliare del municipio di Cava dei Tirreni. Fu un pittore, decoratore e disegnatore, che seguì la tradizione bozzettistica napoletana del secolo scorso, si ispirò da giovane ai motivi di Antonio Mancini, Francesco Paolo Michetti, Vincenzo Irolli ed altri. Pittore di impulso, di temperamento, amava ripetere un celebre motto “Io seguo me stesso”, il che fa capire che non seguiva nessuna scuola. La tematica dei suoi lavori esposti in Italia ed all’estero rifletteva l’immediatezza e la varietà dei soggetti, da quelli di umili popolani a quelli aristocratici fino alle rievocazioni storiche e di costume, generoso, umano, solare, spontaneo. È stato da sempre presente in molti musei in Italia e all’estero, ha esposto a Parigi, Genova, Milano, Salerno ed ha collaborato saltuariamente alla creazione delle tavole per la storica Domenica del Corriere. Pietro Annigoni lo ricorda con queste parole: “Nella pittura di Clemente Tafuri la verità assume un’eloquenza ed una forza comunicativa che rivelano come l’Artista sia stato il degno erede di una tradizione, che è fatta di colore, ma anche di musica, di naturale armonia, di calore umano. La sua perizia di disegnatore si assomma all’esuberanza di una tavolozza nella quale la luce del meridione acquista il sapore dei frutti che quella meravigliosa terra esprime”. Alcune sue opere sono ospitate nei più importanti musei, quello del Vaticano tra gli altri, e nelle più prestigiose collezione private salernitane ed italiane. Numerose e nelle maggiori città europee sono poi le mostre personali e collettive a cui Tafuri ha partecipato.