EUGENIO ZAMPIGHI

pittura orientalista, fabbi,pasini,corrodi
pittura di genere, chierici, magni

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BIOGRAFIA

Figlio di uno scultore ornatista e nipote di un pittore, Eugenio Zampighi entra nel 1872 all’Accademia di Belle Arti di Modena dove frequenta i corsi di Adeodato Malatesta e Antonio Simonazzi. Fin dai suoi primi saggi di soggetto storico, accoglie la suggestione della lezione verista del pittore modenese Giovanni Muzioli. Dal 1873 al 1878 fa parte della Società d’incoraggiamento per gli artisti. Nel 1880, oltre a concorrere sia al Premio Magnanini per la pittura con l’opera Ricchezza e povertà, che al Premio governativo d’incoraggiamento con la copia di un Cristo di Guido Reni, vince il Premio Poletti per la pittura affrontando il previsto tema Un gladiatore Reziario ferito nell’anfiteatro Flavio di Roma (Modena, Museo Civico d’Arte). Tale premio gli consente di trascorrere tre anni a Roma e l’ultimo, dei quattro previsti, a Firenze dove si trasferisce definitivamente nel 1884. Nel corso degli anni Ottanta inaugura un repertorio di scene di genere che gli garantisce una straordinaria fortuna di mercato e il favore della committenza internazionale. Funzionale alla pratica pittorica è l'intensa attività di fotografo svolta principalmente in studio con l'ausilio di modelli in costume da contadini e popolani. A partire dalle immagini fotografiche, l'artista ricrea un'immagine gioiosa e idilliaca del mondo rurale italiano, priva di qualunque accento di denuncia sociale, ma apprezzata dai turisti stranieri al tal punto da sollecitare la produzione seriale degli stessi fortunati stereotipi ancora nei primi decenni del Novecento.